Ricette e curiosità

Provolone del monaco DOP: storia e curiosità

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mag 14 2026
Perché si chiama "del Monaco" se non ha nulla a che fare con i monasteri? Scopri l'affascinante storia dei pastori dei Monti Lattari e i segreti del Provolone del Monaco DOP. Dall'importanza del latte di vacca Agerolese alla stagionatura minima di sei mesi, un viaggio alla scoperta di uno dei formaggi più iconici e pregiati della Campania.
Cucciolata di Bufala: guida al taglio e alla conservazione

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mag 07 2026
La Cucciolata di Bufala è l’apice dell’artigianalità del Cilento: un guscio di mozzarella che racchiude un cuore di panna e ciliegine. Scopri la guida completa per valorizzarla al meglio: dalla temperatura ideale di servizio alle tecniche per un taglio scenografico, fino ai segreti per una conservazione perfetta.
Mozzarella di bufala e lattosio: cosa sapere davvero

Mozzarella di bufala e lattosio: cosa sapere davvero

apr 07 2026
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente hai già qualche dubbio sul lattosio. Magari l'hai scoperto di recente, magari lo gestisci da anni. E quasi certamente ti sei chiesto se la mozzarella di bufala, quella vera, campana, di latte 100% di bufala, sia qualcosa che puoi mangiare oppure no. È una domanda concreta, e merita una risposta concreta. In questo articolo trovi i dati sul contenuto di lattosio nella mozzarella di bufala, una spiegazione del ruolo del processo produttivo tradizionale, e la differenza tra una mozzarella a basso contenuto di lattosio e una effettivamente senza lattosio. Tutte le informazioni riportate provengono da fonti istituzionali, scientifiche o mediche, senza interessi commerciali sul tema. Una precisazione necessaria prima di iniziare: questo articolo non sostituisce in nessun modo il parere del tuo medico o nutrizionista. Se sospetti un'intolleranza al lattosio o vuoi capire come gestirla nella tua alimentazione, il punto di partenza corretto è sempre un consulto medico. Cos'è il lattosio e perché interessa così tante persone Il lattosio è il principale zucchero presente nel latte di tutti i mammiferi. Chimicamente è un disaccaride: si scompone in glucosio e galattosio solo grazie all'azione di un enzima intestinale chiamato lattasi. Quando la produzione di lattasi diminuisce, cosa che avviene naturalmente in molte persone con l'avanzare dell'età, il lattosio non viene digerito correttamente e può causare disturbi gastrointestinali come gonfiore, crampi e diarrea. In Italia si stima che circa il 50% della popolazione presenti la carenza di questo enzima, con una frequenza crescente da nord verso sud. Non si tratta di una condizione rara: è una delle condizioni alimentari più diffuse nel paese, come documentato da AILI e SINU, le principali organizzazioni scientifiche italiane sul tema. È importante distinguere due concetti che spesso vengono confusi: il malassorbimento del lattosio, cioè la ridotta capacità di digerirlo, e l'intolleranza al lattosio, che indica la presenza di sintomi clinici dopo il consumo. Non tutti coloro che malassorbono il lattosio sviluppano sintomi, e la soglia di tolleranza individuale varia significativamente da persona a persona. La diagnosi di intolleranza al lattosio è un atto medico. Affidarsi a test "fai da te" o all'autodiagnosi non è la soluzione: si consiglia di parlarne con il proprio medico o con uno specialista gastroenterologo. Quanta lattosio contiene la mozzarella di bufala? La risposta è supportata da dati medici verificabili. Secondo la dottoressa Manuela Pastore, dietista dell'Istituto Clinico Humanitas, il lattosio presente nella mozzarella di bufala è molto basso, pari a circa 0,3%, contenuto che comunque non le permette di affermare di essere lactose free. Per mettere questo dato in prospettiva: il latte vaccino contiene circa il 4,5% di lattosio, la mozzarella vaccina circa il 4,2%. La mozzarella di bufala artigianale, lavorata con metodo tradizionale, ne contiene circa dieci volte di meno.Confronto lattosio nei principali latticini. Fonti: Humanitas Salute; INRAN, Tabelle di composizione degli alimenti; Ministero della Salute, circolare 2016.  Il Ministero della Salute ha stabilito che l'indicazione "senza lattosio" può essere utilizzata solo per prodotti caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 grammo per 100 grammi. La mozzarella di bufala artigianale, con circa 0,3 g, non rientra in questa categoria. È un dato che va detto chiaramente, senza infingimenti. Quello che si può affermare, con piena legittimità e supporto scientifico, è che si tratta di un prodotto naturalmente a basso contenuto di lattosio, con valori molto distanti da quelli del latte fresco o della mozzarella vaccina. Perché la mozzarella di bufala ha così poco lattosio: il ruolo del processo produttivo Il basso contenuto di lattosio nella mozzarella di bufala artigianale non è casuale. È il risultato diretto del processo produttivo tradizionale, che prevede l'uso del sieroinnesto naturale. Nella produzione con sieroinnesto, sono i microrganismi a produrre l'acido lattico dal lattosio presente nel latte, portando a un abbassamento dell'acidità fino al raggiungimento del pH di filatura. Nei prodotti fermentati, parte del lattosio viene metabolizzato dai fermenti lattici, dando prodotti con un contenuto inferiore di lattosio rispetto a quelli ottenuti per acidificazione chimica. Il processo con sieroinnesto richiede circa quattro ore. È più lento, più impegnativo, e fa una differenza reale sia sul profilo aromatico, quel leggero gusto acidulo che caratterizza la mozzarella artigianale, sia sul contenuto di lattosio finale. Esiste un metodo alternativo, più rapido e adottato soprattutto nella produzione industriale: l'aggiunta diretta di acido citrico. In quel caso la cagliata raggiunge il pH necessario per la filatura in tempi molto più brevi. Il lattosio non subisce fermentazione, resta nel prodotto in misura molto maggiore, e il sapore risultante è più neutro e meno caratteristico. È uno dei fattori che distingue strutturalmente la produzione artigianale da quella industriale. La dottoressa Pastore di Humanitas sottolinea che la digeribilità della mozzarella è strettamente legata al processo produttivo e alla qualità del latte utilizzato: serve latte di alta qualità con un ottimo contenuto proteico e lipidico, che non subisca alterazioni dovute al lungo trasporto e che venga lavorato solo con fermenti lattici vivi. Mozzarella di bufala e intolleranza al lattosio: cosa dice la scienza Il basso contenuto di lattosio della mozzarella di bufala artigianale è documentato. Ciò che invece non può essere generalizzato è la risposta individuale di chi soffre di intolleranza. La soglia di tolleranza al lattosio varia da persona a persona in modo significativo. Il grado di intolleranza, la quantità consumata, l'abbinamento con altri alimenti sono tutte variabili che influenzano la risposta individuale. Nessun valore medio sul contenuto di lattosio di un alimento può dirti con certezza come reagirà il tuo corpo. Per questo, la valutazione di cosa è appropriato nella propria alimentazione in presenza di intolleranza al lattosio spetta sempre al medico o al nutrizionista. Non a un articolo sul web, e non a chi vende il prodotto. Latte di bufala e latte vaccino: perché partono dallo stesso punto e arrivano a risultati diversi Un elemento che spesso crea confusione: il latte di bufala crudo contiene lattosio in misura analoga al latte vaccino, intorno al 4,5-5%. Non parte avvantaggiato, in termini di lattosio, rispetto al latte di mucca. Il lattosio nel latte di bufala varia tra il 4,5 e il 5%, con composizione simile a quella del latte vaccino per quanto riguarda questo zucchero. La differenza significativa si costruisce interamente durante la lavorazione. Il latte vaccino, nella produzione industriale della mozzarella, è spesso trattato con acido citrico per ridurre i tempi. Il lattosio resta. Il latte bufalino nella produzione artigianale tradizionale viene fermentato con sieroinnesto per ore: i batteri lattici consumano il lattosio, e il prodotto finale ne contiene una quantità radicalmente inferiore. La composizione del latte di bufala è diversa da quella del latte vaccino anche per altri aspetti: ha un contenuto proteico e lipidico più elevato, che incide sulla resa della cagliata e sulle caratteristiche del prodotto finito. Ma è la lavorazione a fare la differenza sul lattosio, non la razza dell'animale. Come riconoscere una mozzarella di bufala artigianale di qualità Se vuoi una mozzarella di bufala con le caratteristiche descritte fino a qui, cioè basso contenuto di lattosio, fermentazione con sieroinnesto e latte di alta qualità, ci sono elementi concreti su cui orientarsi. Il primo è l'etichetta degli ingredienti: latte di bufala, caglio, sale. Tre componenti. Nient'altro. Ogni aggiunta, dagli acidi alle proteine del siero in polvere, è segnale di una lavorazione diversa da quella tradizionale. Il liquido di conservazione è un ulteriore indicatore: una mozzarella artigianale viene conservata nel proprio siero di lavorazione, non in acqua semplice. Il siero ha una leggera acidità naturale, protegge il prodotto e ne conserva le caratteristiche organolettiche. L'odore è il test immediato: deve ricordare il latte fresco con una leggera nota acidula. Se l'odore è neutro o anomalo, qualcosa nel processo non ha funzionato. La provenienza è l'ultimo elemento: un caseificio identificabile, una zona di produzione dichiarata, una data di produzione recente, non solo la scadenza.Sei criteri per riconoscere una mozzarella di bufala artigianale di qualità. Alt text suggerito per il CMS: "Sei criteri visivi per identificare una mozzarella di bufala artigianale di qualità: tre soli ingredienti, conservazione nel siero, odore di latte fresco, freschezza dichiarata, provenienza identificabile, sieroinnesto naturale" La mozzarella di bufala senza lattosio di Casabufala: per chi non vuole fare calcoli La mozzarella di bufala artigianale ha un contenuto di lattosio molto basso, ma non è classificabile come prodotto "senza lattosio" secondo la normativa italiana. Per chi vuole una certezza completa, non un "probabilmente" ma un residuo inferiore allo 0,01% garantito, la risposta è la versione delattosata. Da Casabufala trovi la mozzarella di bufala senza lattosio, prodotta con latte 100% di bufala e soli tre ingredienti: latte di bufala, caglio e sale. Il residuo di lattosio è inferiore allo 0,01%, soglia che rientra a pieno titolo nella categoria "senza lattosio" come definita dal Ministero della Salute. Il processo che rende questo possibile si chiama idrolisi enzimatica: durante la produzione viene aggiunto l'enzima lattasi, che scinde il lattosio nei suoi due zuccheri semplici, glucosio e galattosio. Il lattosio sparisce come tale, il prodotto rimane identico all'originale in tutto il resto: proteine, grassi, calcio, vitamine, consistenza, sapore, aroma. Non è un prodotto "modificato" in senso deteriore. È la stessa mozzarella di bufala artigianale di Battipaglia, spedita in siero originale direttamente dal caseificio, semplicemente priva di lattosio. Se il tuo medico o nutrizionista ti ha indicato di evitare il lattosio, o semplicemente preferisci non porti il problema, questa è la scelta che ti permette di mangiare mozzarella di bufala senza pensieri. Scopri la mozzarella di bufala senza lattosio di Casabufala Conclusione La mozzarella di bufala artigianale tradizionale contiene circa 0,3 g di lattosio per 100 g, un valore molto basso, circa dieci volte inferiore a quello della mozzarella vaccina. Questo risultato è direttamente legato alla fermentazione con sieroinnesto naturale, che porta i batteri lattici a consumare il lattosio durante la lavorazione. Non è un prodotto senza lattosio per la normativa italiana, ma è naturalmente uno dei latticini freschi con il contenuto più basso. Per chi vuole la certezza completa, esiste la versione delattosata con residuo inferiore allo 0,01%. La valutazione di cosa è appropriato per la propria alimentazione in presenza di intolleranza al lattosio spetta sempre al medico o al nutrizionista. Questo vale per qualsiasi alimento, mozzarella di bufala inclusa. Fonti utilizzate: Humanitas Salute, "Mozzarella di bufala: poco lattosio e antiossidante, ok per la salute", dott.ssa Manuela Pastore, dietista Istituto Clinico Humanitas (humanitasalute.it, 2024) AILI, Associazione Italiana Latto-Intolleranti, e SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana, survey sull'intolleranza al lattosio in Italia (sinu.it, 2025) Ministero della Salute, circolare del 16 giugno 2016 sulla dicitura "senza lattosio" nei prodotti caseari Accademia Italiana del Latte, "L'acidificazione della mozzarella" (accademiaitalianadellatte.it) ANASB, Associazione Nazionale Allevatori Specie Bufalina, composizione chimica del latte di bufala (anasb.it)
Tiramisù con ricotta di bufala Casabufala

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mar 21 2026
Il tiramisù è uno dei dolci italiani più amati di sempre. Delicato, cremoso e irresistibile, è un classico davvero intramontabile. Ma cosa succede quando al posto del mascarpone utilizziamo la ricotta fresca di bufala?
Mozzarella di bufala in carrozza

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feb 23 2026
Croccante fuori, morbida e filante dentro: la mozzarella di bufala in carrozza è uno di quei piatti che raccontano la cucina italiana in un solo morso.
La Bufala Mediterranea Italiana: gioiello della tradizione casearia

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gen 29 2026
La Bufala Mediterranea Italiana rappresenta una razza unica, strettamente legata alla produzione di latte di altissima qualità e alla realizzazione di prodotti iconici come la nostra Mozzarella di latte di Bufala Campana.
Cheesecake alla mozzarella di bufala Casabufala

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dic 22 2025
Una ricetta che unisce tradizione e creatività, perfetta da portare sulle vostre tavole imbandite per il Natale: la Cheesecake alla mozzarella di bufala! 
Mozzarella da record: 4 curiosi primati che (forse) non conoscevi

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nov 27 2025
La mozzarella non è solo uno degli ingredienti più amati delle nostre tavole, ma anche la protagonista di primati davvero sorprendenti!  
Pasta autunnale con ricotta di bufala, zucca e pomodorini secchi

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ott 27 2025
Una pasta autunnale avvolgente e genuina, preparata con l'inconfondibile cremosità della ricotta di bufala Casabufala.
5 falsi miti sulla mozzarella di Bufala

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set 15 2025
Il mondo della mozzarella di Bufala è pieno di leggende e convinzioni che si tramandano da generazioni a generazioni. Scopri la verità dietro i falsi miti più diffusi e impara a gustare la regina dei formaggi freschi nel modo giusto!
Gelato alla mozzarella di latte di bufala Casabufala

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ago 18 2025
Prepara un autentico gelato alla mozzarella di bufala Casabufala direttamente nella tua cucina con pochissimi ingredienti e senza il bisogno di attrezzature professionali.
Millefoglie con provola affumicata di bufala Casabufala

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lug 31 2025
Siete pronti a conquistare i vostri ospiti con una ricetta che unisce la cremosità delle patate, il gusto deciso del salmone e il sapore inconfondibile della provola affumicata di bufala Casabufala? 
Mozzarella di bufala campana: il tesoro bianco che conquista il mondo

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lug 01 2025
Dalle terre umide del Sud Italia alla tavola globale: la Mozzarella di Bufala Campana è più di un formaggio, è un simbolo. Scopri come questo tesoro bianco, nato da antiche tradizioni monastiche e protetto dal marchio DOP, ha conquistato il mondo, diventando pilastro dell'economia italiana e ambasciatore del Made in Italy.
Pesce e Mozzarella: Abbinamento possibile?

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set 26 2022
Parlare di mozzarella con il pesce per molti è un sacrilegio ma la tendenza degli chef è quella di unire questi cibi apparentemente distanti giocando con la logica del finger food.
Come riconoscere una mozzarella fresca?

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set 07 2022
Chi vive nella zona di produzione della Mozzarella, riconoscere questo formaggio fra possibili tentativi di sofisticazione immessi sul mercato per carpire l’interesse del consumatore ignaro delle truffe.Come capire allora se una mozzarella è fresca e che caratteristiche deve avere all’acquisto per non farsi ingannare?La vera Mozzarella ha un colore bianco perlaceo e la superficie liscia che con la consistenza inizialmente elastica e più fondente, sono caratteristiche essenziali del per distinguerla. Attraverso l’etichetta inoltre è necessario che dalla dicitura risulti prodotta esclusivamente con latte di bufala intero fresco.Al taglio si manifesterà la fuoriuscita di siero biancastro e dal tipico profumo di fermenti lattici. Tutte queste condizioni che rendono la Mozzarella un formaggio unico e insuperabile, sono possibili solo se presenti precise circostanze ambientali e grazie ai metodi di lavorazione tradizionali. Quanto tempo dura la sua freschezza? La facile deperibilità della Mozzarella è il sintomo della sua delicatezza. Una condizione che la rende pregiata quanto difficile da trasportare sulle lunghe distanze. Anche la sua conservazione richiede molteplici accortezze. Ecco perché, per mangiare un prodotto di qualità, è necessario controllare la data di produzione e preferire una mozzarella proveniente dall’area di produzione campana quale territorio di riferimento. A tal proposito è bene sapere che dopo 2 giorni dalla datadi confezionamento una Mozzarella è già considerata vecchia, anche se non tecnicamente scaduta perchè può essere ancora utilizzata per cucinare ma va rimossa dal suo liquido di conservazione e riposta in frigo. Come conservare la mozzarella Diciamo a questo punto una cosa fondamentale: la Mozzarella si conserva esclusivamente nel suo liquido, ben coperta dal siero, fuori dal frigo, senza coperchio e a temperatura ambiente per massimo due giorni. Alcuni trucchi per non farsi infinocchiare Per camuffare una Mozzarella non proprio freschissima, i ristoranti hanno inventato degli escamotage infallibili per i meno esperti: c’è chi la condisce con olio, sale e pepe, chi incautamente la serve a tavola nonostante il suo aspetto “raggrinzito” manifestazione di come il sale abbia corroso la pasta rendendolo visibile fin dalla pellicina. Tutte informazioni scontate per chi vive nell’area di produzione che mai si sognerebbe di presentarla così.Al gusto la sua consistenza deve essere quasi elastica ma non gommosa. Rilevare al palato una certa acidità non è buon segno ma indica che il processo di deperimento è già iniziato.Al taglio una Mozzarella fresca deve rilasciare la giusta quantità di latte. E qualora ciò non avvenga, evidentemente qualcosa non ha funzionato nel procedimento di coagulo o per giunta all’interno sono presenti troppi conservanti fino alla possibilità che si tratti di un prodotto industriale.Chiaramente anche il prezzo, se troppo basso, può essere un indicatore di qualità.
Tre ricette semplici estive a base di Mozzarella

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lug 22 2022
La Mozzarella di Bufala Campana è l’ingrediente perfetto per piatti freschi ed estivi. In questo articolo scopriamo tre ricette veloci e gustose: l’insalata di pasta mediterranea con mozzarella, le mozzarelle ripiene e gli spiedini di mozzarella e ortaggi di stagione. Facili da preparare e ideali per pranzi leggeri e saporiti, queste ricette valorizzano il gusto autentico della mozzarella di bufala.
Ecco come scegliere il latte giusto

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mag 30 2022
Il latte è un elemento fondamentale dell’alimentazione umana e si declina in diverse varianti: vaccino, di bufala e di capra. Il latte di bufala, in particolare, è il più ricco di grassi ed è ideale per la produzione della Mozzarella di Bufala Campana. Questo articolo esplora le caratteristiche nutrizionali e gli utilizzi in cucina dei vari tipi di latte, evidenziando l’importanza della mozzarella di bufala come ingrediente nobile della tradizione campana.
Quale vino abbinare alla Mozzarella di Bufala Campana?

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mag 09 2022
L’abbinamento tra mozzarella di bufala e vino può sembrare complesso, ma con i giusti accostamenti è possibile esaltare il suo sapore unico. Se servita al naturale, è perfetta con un vino rosato o un rosso non tannico come il Piedirosso campano. In alternativa, la Barbera di Monferrato o il Dolcetto Ovadese Classico sono ottime scelte. Per una caprese con pomodoro e olio, il Nero d’Avola e il Frappato sono ideali. Se preferite il vino bianco, il Greco di Tufo e il Riesling dell’Alto Adige si sposano bene con la mozzarella accompagnata da altri ingredienti.
Come si produce la ricotta

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apr 26 2022
La ricotta è uno dei latticini più amati in Italia, utilizzata sia in piatti salati come i ravioli o tortelloni e le pizze rustiche, sia in dolci tradizionali. Questo articolo esplora la sua produzione artigianale, il processo di ricottura del siero e le differenze tra ricotta di bufala, pecora e vacca, evidenziandone il gusto e i valori nutrizionali. La ricotta di bufala, in particolare, si distingue per il suo alto contenuto di grassi e il sapore cremoso, perfetta per ricette raffinate e autentiche.
Come si produce la Mozzarella di Bufala Campana

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mar 25 2022
Ogni mattina in Campania alle 5 nei caseifici c’è già un gran fermento e si respira quel buon profumo caratteristico dato dai fermenti lattici. La Mozzarella di Bufala è un prodotto unico la cui eccezionalità è legata a fattori specifici che la rendono una specialità esclusiva di alcuni luoghi della Campania.Il latte, le pratiche artigianali di lavorazione, il clima e il tipo di allevamento non intensivo, sono gli elementi fondamentali che hanno dato vita ad un prodotto davvero inimitabile, nonostante i tentativi di riproduzione in altre parti del mondo.Il suo nome origina proprio dalla pratica della mozzatura. Come si fa la mozzarella di bufala Il latte di bufala proveniente esclusivamente dai pascoli della Regione Campania, è un alimento dalle proprietà singolari.La sua struttura è composta da una quantità di proteine, grassi e calcio che consente nella trasformazione di ottenere il doppio della resa rispetto al latte vaccino o di altri animali.Ai fini della lavorazione è necessario che i tempi di conferimento, dalla mungitura alla trasformazione, siano brevissimi, per evitare l’alterazione delle sue qualità. Una volta giunto nei caseifici con certificato di provenienza e qualità, il latte viene portato ad una temperatura tra i 33 e 39°C, viene trasferito in grandi vasche di acciaio, dove viene pulito dalle impurità attraverso l’operazione di filtraggio. Sarà poi fatto coagulare grazie all’aggiunta di siero, recuperato dalla lavorazione del giorno precedente che funge da attivatore del processo di coagulazione, grazie all’impiego di caglio naturale di vitello che aiuta il latte a consolidarsi. Segue la lavorazione della cagliata, con il cosiddetto “spino”, uno strumento per la rottura dei grumi da cui ha origine la fase di separazione tra la componente solida e liquida del latte (sineresi).La parte liquida è il “siero dolce”, mentre quella solida è detta cagliata e dovrà rimanere ad acidificare sotto siero fino a quando il casaro lo riterrà necessario. Intanto rimarrà adagiata su degli appositi tavoli per spurgare il siero residuo.Quando sarà abbastanza asciutta, verrà ridotta in listarelle e deposta nei “mastelli”, dei tipici contenitori di legno in cui viene versata dell’acqua bollente mentre il casaro ha il compito di amalgamarla continuamente per testare la tensione della pasta rispetto al momento successivo di filatura. Con il “saggio o prova” della pasta filata viene poi definitivamente stabilita la maturazione della cagliata, la sua elasticità, morbidezza e densità. Non resta che procedere alla salatura che avviene nella vasche di raffreddamento con l’acqua di governo del giorno precedente. La lavorazione si chiude con il taglio in pezzi della mozzarella.A seconda delle dimensioni e della forma data alla pasta filata, la mozzarella prende vari nomi e peso: quelle con forma tondeggiante si distinguono in ciliegine, bocconcini, perlina, ovolina,  che variano tra loro per circa 10 grammi ognuna fino all’Aversana di circa 800 grammi; quelle con forma a Treccia possono raggiungere anche i 3 chili o nelle dimensioni più piccole presentarsi come dei nodini.Inoltre tutte le tipologie possono anche essere proposte in versione affumicata con metodi naturali attraverso l’uso di paglia di grano.  Dove viene prodotta  In Campania, le zone più importanti per la produzione della Mozzarella sono: La provincia di Salerno con i comuni di: Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Campagna, Capaccio-Paestum, Eboli, Fisciano, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pontecagnano Faiano, Roccapiemonte, Sarno e Serre. La provincia di Caserta con i comuni di: Mondragone, Aversa, Calvi Risorta, Cancello ed Arnone, Carinola, Casal di Principe, Gricignano d’Aversa, Castel Volturno, Cellole, Lusciano, Falciano del Massico, Francolise, Grazzanise, Pastorano, Pignataro Maggiore, Santa Maria la Fossa, San Cipriano d’Aversa, Sessa Aurunca, Sparanise, Teverola, Villa Literno e Casapesenna; Per quanto riguarda la Dop, rientrano nelle aree indicate dal disciplinare di produzione: tutti i comuni della provincia di Salerno e Caserta; i comuni di Amorosi, Dugenta e Limatola in provincia di Benevento: i comuni di Arzano, Cardito, Frattamaggiore, Frattaminore, Mugnano di Napoli, Pozzuoli e Qualiano nella città metropolitana di Napoli.